Catania, le mani dei boss anche su S.Agata

ROMA (1 febbraio) - Anche i Santi finiscono nella rete della mafia. La Festa di Sant'Agata, patrona di Catania, sarebbe stata controllata dalla famiglia Santapaola attraverso il circolo di S. Agata che gestisce le uscite e le fermate del fercolo con il busto reliquiario della Santa Patrona e delle Candelore. E' questa la tesi della Procura di Catania che ha fatto notificare l'avviso di conclusione indagini a otto presunti appartenenti alla famiglia Santapaola per il reato di associazione mafiosa finalizzata ad ottenere ingiusti vantaggi.

I nomi. Gli indagati sono Nino Santapaola, 47 anni, nipote del boss Benedetto; il figlio minore di quest'ultimo, Francesco, 35 anni; Salvatore Copia, 38; quattro esponenti della famiglia Mangion, Enzo, 49 anni, Alfio, 35, Vincenzo, 31, e Agatino, 25; e l'ex presidente del Circolo S.Agata alla Collegiata, Pietro Diolosà, 54. Due di loro, Antonino Santapaola e Vincenzo Mangion, avrebbero avuto la tessera numero 1 e 2 del Circolo di S.Agata.

Pentito? Via lo stemma. Secondo l'accusa Antonino Santapaola e Mangion gestivano la festa, decidendo dove fermarsi e chi favorire. Se un boss si pentiva veniva tolto il suo stemma dalla candelora, se un altro boss usciva dal carcere il fercolo faceva una fermata non prevista vicino casa sua dove si festeggiava con fuochi d'artificio.

Anche i fuochi d'artificio. La Procura ritiene che la gestione della festa per la famiglia fosse più importante sul fronte dell'affermazione del potere che per il profitto. Ogni clan gestiva una propria candelora per crescere il proprio prestigio. I tempi e i ritmi della processione religiosa, i fuochi d'artificio, l'acquisto e la vendita della cera, gli ambulanti così come le presunte scommesse sull'orario di uscita e di rientro del fercolo sarebbero state controllate dalla mafia. Non sono però emersi elementi tali da giustificare la richiesta di un provvedimento restrittivo. Anche la richiesta di soldi a commercianti non avrebbe trovato riscontro nelle dichiarazioni delle vittime.

 

 

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