Cuffaro, Cdl e crisi in AG.

Ufficio Stampa

La condanna a cinque anni di carcere, senza l'aggravante di aver aiutato Cosa nostra, del governatore Salvatore Cuffaro, fanno divampare le polemiche nella Cdl siciliana, dove Forza Italia e MPA chiedono una «nuova inziativa anministrativa» e «un energico e ampio ricambio nella giunta», mentre l'Udc attacca Fi per le prese di posizione di alcuni suoi esponenti. Anche dentro il partito di Silvio Berlusconi le posizioni non sono unanimi.



Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, il forzista Gianfranco Miccichè, dopo aver detto che la «Sicilia più debole dopo la sentenza» e che la condanna «non andava festeggiata», è stato "ripreso" dal coordinatore regionale Angelino Alfano e definito, a sorpresa, «giustizialista» anche da alcuni suoi compagni di partito come il deputato regionale Simona Vicari.

 

 

"Da sempre sappiamo che Cuffaro non è colluso con la mafia. Da oggi lo ha certificato anche un tribunale della Repubblica. Sono certo che in appello cadranno anche le altre imputazioni". Così il leader dell'Udc,Pier Ferdinando Casini , valuta la sentenza a carico del presidente della Regione. Casini ha appoggiato anche la decisione di Cuffaro di non dimettersi: "Mi sembra giusto, lo avrebbe dovuto fare se fosse risultato colluso con la mafia, ma ciò non è risultato essendo caduta l'imputazione più grave e quindi nutro fiducia".  

 

Il leader del Movimento per l'autonomia, Raffaele Lombardo, ha così commentato: "Siamo certi che i successivi gradi del giudizio cancelleranno le residue accuse a carico del Presidente Cuffaro. Oggi va sottolineato che i giudici hanno escluso l'aggravante, con ciò reputando Cuffaro estraneo all'intreccio mafioso". "Il presidente che, non lo si dimentichi, non si è sottratto al giudizio per ben due volte - aggiunge l'europarlamentare - rinunziando all'immunità connessa al seggio di parlamentare europeo prima e di senatore poi, ha il diritto e il dovere di restare al suo posto e di imprimere il necessario slancio, oramai senza esitazioni, all'azione del governo regionale".  

 

Interviene anche sul caso della condanna al presidente della Regione Sicilia, Gianfranco Fini oggi a Bari al termine di un incontro con i dirigenti pugliesi. Fini osserva: "Trattandosi di una condanna in primo grado, per cui bisogna attendere che pronunci il secondo grado d'appello, ma che esclude qualsiasi coinvolgimento di tipo mafioso, considero la scelta del governatore Cuffaro non solo comprensibile ma condivisibile".

 


"Seppur convinti dell'innocenza dell'on Cuffaro, che sicuramente sarà dimostrata nei prossimi gradi di giudizio,
- dichiara Puccio La Rosa , Consigliere Comunale e componente dell’esecutivo provinciale di Alleanza Nazionale - riteniamo che la condanna subita a 5 anni di reclusione e l'interdizione dai pubblici uffici da essa derivante impongano la decisione delle dimissioni da presidente della regione Siciliana. La Sicilia , infatti, - prosegue Puccio La Rosa - non può permettersi di essere governata da un esponente politico colpito, seppure soltanto nel primo grado di giudizio, da una grave e pesante condanna penale".

Crisi invece dentro AN. Dopo aver sostenuto a spada tratta le linee guida del partito di Fini e sostenuto Cuffaro prima e durante il processo. I giovani di AN, dichiarano “Noi stiamo sempre e coerentemente dalla parte della legalita' e della lotta alla mafia nel nome di uomini come Paolo Borsellino". Lo dice il coordinatore in Sicilia occidentale di Azione Giovani, Mauro La Mantia , dopo la condanna di Cuffaro nel processo.  Aumentano le voci di dissenso dentro Alleanza Nazionale in Sicilia dopo la sentenza del processo 'Talpe alla Dda'. Oltre ai giovani, adesso anche le donne del partito di Fini chiedono le dimisioni di Cuffaro. "L'immagine della Sicilia - afferma Carolina Varchi, coordinatrice regionale del Dipartimento Pari Opportunità di AN - è peggiore di quella della Campania invasa dai rifiuti. Mi chiedo come la nostra regione possa essere rappresentata in Italia ed in Europa da un Presidente condannato a cinque anni di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici". Come dire.. meglio tardi che mai. "La maggioranza del Coordinamento Regionale di Azione Giovani della Sicilia Occidentale  prende le dovute distanze da quanto dicharato dal Coordinatore Regionale di Azione Giovani della Sicilia Occidentale sul “caso Cuffaro”. Così si legge in una nota stampa che replica a quanto dichiarato dal Coordinatore Regionale di Azione Giovani sul “caso Cuffaro "La maggioranza dei componenti il Coordinamento regionale di Azione Giovani - conclude la nota -  nello stigmatizzare e censurare il comportamento del coordinatore regionale della Sicilia Occidentale La Mantia , attendono di conoscere le posizioni che il coordimanento regionale di AN assumerà questo pomeriggio e la convocazione urgente del coordinamento regionale di Azione Giovani".

 

"Se, come auspichiamo, l’iniziativa non e’ strumentale, domani sapremo che Azione giovani di Palermo lascera’ un partito, Alleanza nazionale, che resta accanto a Cuffaro perche’, come dice Fini, le sue decisioni non sono soltanto ‘comprensibili’ ma anche ‘condivisibili’. Questo accadra’ se la politica ha un senso e noi sapremo costruire un percorso con quanti lo vorranno”. Lo ha dichiarato il portavoce nazionale dei giovani de La destra, Ruggero Razza, in merito all’iniziativa assunta dai giovani di An a seguito della sentenza Cuffaro.“Questo accadra’ se la politica ha un senso e noi sapremo costruire un percorso con quanti lo vorranno”

 

 

Il Segretario Provinciale di Forza Nuova, Ing.Giuseppe Montalto, esprime solidarietà e soddisfazione per l’operato dei magistrati che hanno condannato Cuffaro a soli 5 anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, analizza la crisi in AN e replica alle dichiarazioni di Razza. "Purtroppo -interviene Montalto-  il governatore ha dichiarato che non ha intenzione di dimettersi perché non è stato condannato per mafia ma solo per aver favorito alcuni mafiosi. Chiediamo le dimissioni immediate per indegnità morale del Presidente della Regione Sicilia e della sua giunta  e che si torni alle urne per cambiare volti e volto alla politica isolana. Auspico altresì che l’operato di pochi magistrati coraggiosi continui in maniera da colpire chi, anche nella Sicilia orientale, gestisce la pubblica amministrazione in maniera oltre che clientelare anche in perfetto stile mafioso. Noi -continua Montalto- siamo sempre stati contro il Governatore. Prima, durante e dopo. Alle scorse elezioni, definendo il candidato della CDL impresentabile ed ipocriti gli altri candidati a Presidente, abbiamo lanciato una campagna di Astensione. Adesso i giovani di AN e chi in buona fede milita ancora per quel partito, ha la coscienza sporca. Spero che dalle parole si passi ai fatti. Avranno il coraggio di lasciare definitivamente Alleanza Nazionale? Mi stupiscono altresì le dichiarazioni degli esponenti de " La Destra ". Da quale pulpito giungono le loro prediche. Da chi fino a poco tempo fa faceva la corte al Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo ed ai democristiani della peggior specie. Da chi ha contribuito a creare uno squallore riempito di "vampiri" fuoriusciti da AN".

 

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