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Fiore e Il Manifesto ________________________________________ Pdl o Destra? Dilemma
fascista Da una parte
Ciarrapico e Mussolini, dall'altra Forza nuova.
Nelle scorse elezioni politiche il Movimento sociale-Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli - segretario del partito dal 2002, anno della scissione con i rautiani - si presentò con simbolo e candidati propri, all'interno della coalizione di centrodestra. Raccolse lo 0,6% di voti. Nel 2004, giusto a ridosso delle elezioni europee, invece andò in fumo l'accordo con Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini e Forza nuova di Roberto Fiore. Separatamente, Romagnoli e Mussolini vennero entrambi eletti al parlamento europeo. Mentre l'accordo tra Alternativa sociale e Fn durò fino alle elezioni politiche del 2006, ma con scarsi risultati. Oggi se Mussolini ha rinunciato a correre da sola entrando nel Pdl, Roberto Fiore invece non ha nemmeno tentato un apparentamento con i camerati di Romagnoli e di Storace. «Uno dei punti più importanti del nostro programma - spiega Fiore, che correrà da solo come candidato premier per Forza Nuova - è il cambiamento radicale della classe politica: non avremmo mai potuto trovare un accordo con Storace che porta tutta la responsabilità politica dello scandalo sanità nel Lazio». Oggi peraltro, aggiunge Fiore, «il pericolo di una deriva zapaterista non c'è più, né a destra né a sinistra, perciò non è più strettamente necessario l'accordo con il Pdl». Le liste di FN saranno presentate in quasi tutte le regioni, non all'estero. Fiore è consapevole che non raggiungerà più di mezzo milione di voti, ma confida negli elettori di Chieti, in Abruzzo, del pavese e del lodigiano, dove all'ultima tornata amministrativa hanno incassato fino al 7%. Con loro
correrà anche Pino Rauti, l'anziano missino che fondò |