Fiore e Il Manifesto

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Pdl o Destra? Dilemma fascista

Da una parte Ciarrapico e Mussolini, dall'altra Forza nuova.

 

«Il Popolo delle libertà, ancora una settimana fa, ha chiesto alla Destra la desistenza in alcune regioni per le elezioni al Senato». Teodoro Buontempo, meglio conosciuto a Roma come «er pecora», la mette così. Racconta di un incontro avvenuto «non più di una settimana fa» in una casa privata a cui lui si sarebbe «rifiutato» di partecipare. «Dopo l'esclusione della Destra dal Pdl sono venuti da noi emissari di Berlusconi e Fini - ha raccontato - che, dopo aver visto i sondaggi, hanno fatto le loro avances. Ma non ci conoscono bene: Daniela Santanchè e Storace hanno risposto come meritavano, noi non siamo in vendita». In effetti gli ultimi sondaggi danno la lista venuta fuori dall'accordo stipulato proprio per queste elezioni tra La Destra e Fiamma Tricolore al 2-3%. Anche se Storace, in visibilio per le performance della "donna di destra" per eccellenza - «Daniela ci sta facendo sognare», ha detto - si vede già oltre la soglia del 4% che apre le porte a Montecitorio. Non è chiaro se anche Adriano Tilgher, ex Avanguardia nazionale, faccia parte o no della partita.

Nelle scorse elezioni politiche il Movimento sociale-Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli - segretario del partito dal 2002, anno della scissione con i rautiani - si presentò con simbolo e candidati propri, all'interno della coalizione di centrodestra. Raccolse lo 0,6% di voti. Nel 2004, giusto a ridosso delle elezioni europee, invece andò in fumo l'accordo con Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini e Forza nuova di Roberto Fiore. Separatamente, Romagnoli e Mussolini vennero entrambi eletti al parlamento europeo. Mentre l'accordo tra Alternativa sociale e Fn durò fino alle elezioni politiche del 2006, ma con scarsi risultati. Oggi se Mussolini ha rinunciato a correre da sola entrando nel Pdl, Roberto Fiore invece non ha nemmeno tentato un apparentamento con i camerati di Romagnoli e di Storace. «Uno dei punti più importanti del nostro programma - spiega Fiore, che correrà da solo come candidato premier per Forza Nuova - è il cambiamento radicale della classe politica: non avremmo mai potuto trovare un accordo con Storace che porta tutta la responsabilità politica dello scandalo sanità nel Lazio».

Oggi peraltro, aggiunge Fiore, «il pericolo di una deriva zapaterista non c'è più, né a destra né a sinistra, perciò non è più strettamente necessario l'accordo con il Pdl». Le liste di FN saranno presentate in quasi tutte le regioni, non all'estero. Fiore è consapevole che non raggiungerà più di mezzo milione di voti, ma confida negli elettori di Chieti, in Abruzzo, del pavese e del lodigiano, dove all'ultima tornata amministrativa hanno incassato fino al 7%.

Con loro correrà anche Pino Rauti, l'anziano missino che fondò la Fiamma in sdegno alla svolta di Fiuggi. «Finalmente - aggiunge Fiore - sceglie di intraprendere un cammino di superamento della storia missina. Noi siamo l'unico partito post-Msi. Tra noi e tutti gli altri partiti di destra c'è una discriminante: noi non siamo pro americani e pro israeliani, noi siamo pro Russia e pro Europa. Davanti a possibili nuovi scenari di guerra, come quella degli americani contro l'Iran, è importante chiarire subito da che parte stare». Ciarrapico? «Ho grande simpatia per lui, lo stimo molto. Non abbiamo pensato a candidarlo, ma sarò davvero contento se sarà eletto».

 

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