La polemica - su "lo dico a La Sicilia"..

Ancora una lettera di risposta all'intervento del Segr. Prov. di FN "In difesa del Papa". Le lettere pubblicate su "lo dico a La Sicilia" -con una certa rapidità- si aggiungono alle tante altre "anonime" ricevute per posta dall'ufficio stampa di FNCT.

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«A Difesa dell’ing. Giuseppe Montalto»

Condivido in pieno la posizione assunta dall’ing. Giuseppe Montalto nella lettera di risposta all’intervento di Padre Resca pubblicato sul vostro quotidiano giorno 21 Gennaio. La scelta di essere cattolici va applicata in tutti i campi della convivenza umana e civile, e conseguentemente anche a livello sociale e politico. In una società dove imperano il laicismo ateo e un anticlericalismo esasperante, è fondamentale stabilire la convinzione di difendere quei valori e quei princìpi su cui si basa la dottrina a cui si asserisce di appartenere. Ciò che è avvenuto all’università “Sapienza” di Roma è solo il culmine paradossale di una serie di episodi scaturiti  dall’intransigenza di talune forze politiche che, andando a proclamare la libertà di parola e di pensiero, vogliono al tempo stesso mettere a tacere chi si fa portatore della Verità Universale.

 

Amedeo Rizzi 

 

 

IDENTITA’ E CRISTIANESIMO

Mi vergogno di essere Cristiano Cattolico quando leggo di questa polemica in corso da alcuni giorni tra padre Resca ed i suoi fans da una parte e l’ing. Montalto dall’altra. Ma di cosa stiamo parlando delle correnti diverse di uno stesso partito , o della religione di nostro Signore! E’ noto ormai a tutta la cittadinanza Catanese la militanza cattocomunista di padre Resca vicino alle posizioni no global del senatore Caruso. Non mi stupisco pertanto se improvvisamente attaccato il suddetto sig. Resca abbia scatenato il suo popolo cominciando a tirar fuori dall’armadio i fantasmi di Mussolini e dei suoi fascisti. Ma finiamola con questa ignobile polemica siamo seri, la politica non è separabile dalla religione gentili signori, non siamo ipocriti, perché essa è “arte e scienza per la guida di un popolo” pertanto guidare con etica cristiana uno stato significa coniugare religione e politica. Ricordiamoci inoltre che ogni figlio di Cristo ha il diritto-dovere di difendere la propria fede a volto scoperto ed a fronte alta, sia a scuola che nelle fabbriche sia per strada che nelle università, sia ad Oriente che ad Occidente, non dimenticando ciò che S.Paolo ci ha insegnato “Vita Hominis militia est”.
Forse Voi fate parte della tribù degli struzzi, che pur di non turbare la sensibilità del musulmano fareste cantare il gallo tre volte, o porgete l’altra guancia quando fanno volare il crocifisso dalle finestre. Il Cristo è morto sulla croce per la redenzione del mondo, cacciò i mercanti dal Tempio quando fu necessario. Il Cattolicesimo si vive in maniera integrale sia sull’altare, sia sulla strada, anche a prezzo della propria vita.
Le ricordo Lepanto alcuni secoli fa, le ricordo i martiri che da oriente ad occidente hanno fatto splendere la luce di Cristo. La smetta di politicizzare ogni cosa di fare riunioni nella sua parrocchia per capire se sia migliore Bianco o Scapagnini, vada per strada a guardare i fratelli che soffrono. Tolga la sinistra bandiera multicolor dalla torretta della sua chiesa, Cristo ci guarda e sanguina dalle piaghe per le ferite che anche lei prete politicizzato ha causato.


Dott. Giuseppe Conti
Resp. Comitato Cristiano Difesa Vita


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