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FN PER CATANIA
CATANIA
UNA CITTA’
diventata davvero invivibile
e che, non a caso, si classifica di anno in anno agli ultimi posti della
graduatoria nazionale; indipendentemente dal tipo di governo della città,
infatti, il risultato non cambia, ciò a dimostrazione del fatto che gli ultimi
Sindaci della città sono le due facce della stessa medaglia. CATANIA
UNA CITTA’ in cui i malviventi hanno
trovato il loro habitat naturale; proliferano in modo inarrestabile i furti, le
rapine, gli scippi, gli atti di violenza, la prostituzione. CATANIA
UNA CITTA’
in cui vi è uno dei più
alti tassi di immigrazione a livello nazionale, e dove si può distinguere una
delle maggiori presenze di cinesi che hanno invaso il tessuto commerciale, di
fatto, estromettendo le presenze locali, in particolare nel settore dei mercati
ambulanti e nelle fiere. CATANIA
UNA CITTA’ senza Piano Regolatore
Generale da oltre quindici anni. CATANIA
UNA CITTA’ che propone il voto agli
immigrati residenti, con ciò violando il principio fondamentale della
“cittadinanza”. CATANIA
UNA CITTA’ in cui è vi èuno dei più
alti tassi di disoccupazione a livello nazionale. CATANIA
UNA CITTA’
in cui le richieste per una
casa sono, di fatto, tra le più alte della Nazione e che vengono puntualmente
disattese non esistendo un vero “progetto per il diritto alla casa”. CATANIA
UNA CITTA’
in cui le periferie sono
trascurate sia dal punto di vista strutturale che economico; le città satellite
come Librino, Pigno, Villaggio S. Agata, sono viste quasi come dei ghetti in cui
confinare i meno abbienti. CATANIA
UNA CITTA’ in cui i centri sportivi e di
aggregazione, soprattutto per i giovani, non sono adeguatamente considerati;
basta pensare al grado di abbandono dei pochi esistenti e quelli (la maggior
parte) che di fatto mancano. CATANIA
UNA CITTA’
in cui, caso unico, il centro
storico ha una piaga incurabile quale il quartiere Vecchio S. Berillo e le aree
di Corso Sicilia. Nessuno ha risolto questo problema da ben sessanta anni! CATANIA
UNA CITTA’
in cui è alta la percentuale
delle imprese fallite e/o poste sotto amministrazione controllata, senza che
nessuno cerchi di capire il fenomeno che, se continuerà ad essere confermato,
porterà a numeri più elevati il tasso di disoccupazione già nell’immediato
futuro. CATANIA
UNA CITTA’ in
cui Questa
è Catania, altro che CATANIA In
questo momento tutti parlano di programmi per la città e di progetti per
Catania. Riteniamo
che qualunque programma e/o progetto è destinato a fallire se non è supportato
ed anzi ispirato da una ideologia che permei tutto l’operato ed il pensato. La
nostra ideologia e la concezione etica dello Stato e della Società,ci aiutano a
costruire una visione realizzabile di un piano che tiene conto effettivamente
del cittadino in primo luogo. Molti hanno pensato ad una città come
contenitore, come struttura all’interno della quale si muovono i cittadini. Nessuno
ha pensato che la città è determinata, caratterizzata, creata dai cittadini;
è questi che bisogna attenzionare: l’uomo è al centro dello sviluppo della
società e della vita. La città conta perché contano i cittadini che
costruiscono la città, e non viceversa. Noi
pensiamo ai cittadini. Noi pensiamo ai Catanesi. Catania non cambia Catania,
sono i Catanesi che cambiano Catania! URBANISTICA Catania
non e’ solo “fronte sul mare”, come ritengono i passati amministratori, ma
è anche i quartieri periferici che sono distanti dal mare: S. G. Galermo,
Canalicchio, ecc… per i quali è previsto poco o nulla. Pensiamo anche ad uno
sviluppo delle attrezzature e degli impianti sportivi, come ad esempio il nuovo
stadio, piscine, campi polisportivi in tutti i quartieri, verde attrezzato. Di
fatto, con la mancanza del PRG, la città è stata vandalizzata e si è
costruito dove non si poteva costruire, come nelle aree che erano state
destinate a verde, a parcheggi ecc. Non è stata altresì sviluppata
un’adeguata politica di sviluppo dell’edilizia economica e popolare, e
quindi pensiamo ad un piano che tenga conto delle esigenze abitative dei meno
abbienti, e che attenzioni i luoghi di svago e ricreativi: agorà. CASA A
Catania, così come nel resto d'Italia, è sempre più drammatico il problema
dell'emergenza abitativa. Emergenza che vede coinvolte centinaia di famiglie in
condizioni di vita pietose, con stipendi precari, senza soldi per poter pagare
affitti o mutui. CHIEDIAMO
la costruzione di edilizia residenziale pubblica, distante dalle colate di
cemento a zero vivibilità frutto della speculazione edilizia scudocrociata
della prima repubblica, da destinare a tutte le famiglie italiane in emergenza
abitativa. Sono
decenni che in città non si costruiscono alloggi popolari; non c’è un
programma valido e comunque proporzionato alla richiesta, di edilizia economica
e popolare. CENTRO STORICOInfine
bisogna attuare un adeguato piano di restauro e messa in sicurezza, che permetta
la totale fruibilità di un patrimonio architettonico unico al mondo, che
tuttavia, per l’incuria delle amministrazioni che si sono susseguite, si va
continuamente ed irrimediabilmente deteriorando. Il centro storico deve anche
essere pensato come un esempio di arte barocca da offrire ai possibili turisti
in visita alla nostra città. Il barocco siciliano insieme all’architettura
arabo-normanna costituiscono dei veri pezzi unici nel panorama
architettonico-artistico universale, soprattutto se si pensa alla omogeneità
delle collocazioni urbanistiche. Tutto questo sarà possibile se riusciremo ad
incanalare il flusso turistico, mettendo in atto una politica di incentivazione
delle attività turistico alberghiere, ed un adeguato metodo di informazione e
pubblicizzazione, in modo da promuovere il patrimonio artistico catanese. Ancora
maggiore attenzione va riposta riguardo le strutture d’arte di epoca greca e
romana; tali monumenti debbono essere veramente fruibili dal punto di vista
turistico, In atto sono quasi sempre chiusi ed inaccessibili sia per motivi di
sicurezza che per motivi di organizzazione. Di fatto, nella nostra città si è
generato una sorta di turismo "mordi e fuggi", che non rende giustizia
al considerevole patrimonio storico ed artistico della città. Particolare
attenzione va indirizzata nei confronti dei cosiddetti "centri
sociali". Non siamo contrari al concetto di "centro sociale"
inteso come punto di aggregazione dove i cittadini e soprattutto i giovani
possono, in strutture idonee concesse dall’Amministrazione, portare avanti
programmi e progetti di formazione, promuovere iniziative musicali,
cinematografiche e teatrali.Siamo contrari all’attuale sistema dei
"centri sociali" dove, di fatto, si esercita una sorta di catechismo
sinistrorso contro il resto della società; dove si condanna più che discutere;
dove si oltraggia piuttosto che programmare e sviluppare temi di socializzazione
ed aggregazione; dove infine si degrada il patrimonio immobiliare costituendo,
di fatto, un esempio di abbandono igienico-strutturale. Ricordiamo
anche le condizioni in cui versa il quartiere S. Berillo vecchio. In pieno
centro storico esiste una realtà così degradata, così invivibile, così
moralmente mortificata, che sembra quasi assurdo doverne parlare nel 2005; i
ricordi di questo meandro, ricettacolo di droga, prostituzione, delinquenza
ecc…, sì perdono nel passato. E che dire delle aree del Corso Sicilia e del
Viale Martiri della Libertà? E’ da circa cinquant’anni che viviamo a
contatto con queste problematiche e nessuno ha avuto il coraggio, la voglia, la
competenza, di porre mano almeno al tentativo di iniziare a risolvere questi
problemi! Bisogna avere il coraggio di spendersi, di rischiare, di essere
risoluti per eliminare radicalmente uno sconcio ed un degrado così eclatante da
costituire una macchia oscura nell’immagine di Catania. Infine
un impegno categorico che prendiamo fin d'ora con i catanesi:
SICUREZZA Assistiamo giornalmente all’assalto che i malviventi mettono in atto nei confronti dei cittadini. Non si contano più le rapine ai danni di esercizi commerciali, di banche, di negozi; non si contano più gli scippi ed i furti. Ultimamente si sono aggiunti ai ben noti elenchi di malviventi, i malavitosi extracomunitari. Mafia, droga, prostituzione, delinquenza minorile, macro e micro criminalità hanno di fatto messo in ginocchio la nostra città. A nulla è valso il cosiddetto "maggiore sforzo" che le precedenti amministrazioni hanno soltanto predicato; a nulla è valsa l’istituzione del poliziotto di quartiere, che in pratica vigila solo in alcune vie di maggiore importanza. Proponiamo di incentivare i controlli; chiediamo l’applicazione delle leggi con maggiore severità; vogliamo istituire i vigili e i poliziotti non soltanto in tutti i quartieri, ma anche nei grossi isolati, sia nelle zone periferiche che in quelle centrali. Proponiamo inoltre un maggior controllo dei minori ed una politica tesa a trovare soluzioni che diminuiscano la disoccupazione, in quanto elemento primario nell’innesco del meccanismo della formazione delinquenziale. Pensiamo
infine all’attivazione di un laboratorio di educazione alla legalità nelle
scuole, con la partecipazione di tutte le figure istituzionali. Sicurezza
vuol dire anche incolumità per gli automobilisti, i motociclisti, i pedoni.
Troppe volte si sono visti in città
incidenti mortali; è assurdo che nelle vie urbane succedano incidenti causati
dall’elevata velocità dei mezzi, dall’inosservanza di divieti e/o
prescrizioni, dalla mancanza dell’uso del casco ecc.. Bisogna mettere in atto
un maggior rigore nel fare osservare regole, norme e quant’altro, in modo da
rendere sicuro il traffico veicolare e pedonale. VIABILITA’
E PARCHEGGI
Flussi
di veicoli che non vengono monitorati in modo sufficiente; percorsi inadeguati
alla capacità di circolazione; sovrapposizione di traffico privato e pubblico,
mancanza di coordinamento con i paesi limitrofi; rete stradale urbana ed
extraurbana antica ed inadeguata; sono alcune delle cause che provocano il
disagio che tutti lamentano. La politica del “fare” non deve necessariamente
votarsi al “fare confuso”, come è allo stato, ma bisogna invece che si
ispiri al “fare razionale”, che ha come premessa lo studio e il monitoraggio
del sistema traffico. E’ sotto l’attenzione di tutti i cittadini
l’aggressione, in termini di lavori, subita dalla città con la logica
conseguenza che, per mesi se non addirittura per anni, di fatto non si è più
circolato nell’area urbana ed extraurbana. Proponiamo una maggiore attenzione
ai parcheggi ed in particolare alle ”strisce blu”, che hanno ormai
letteralmente invaso tutte le zone della città, l’interno degli ospedali, la
cittadella universitaria. Non è possibile che il parcheggio si tramuti in un
costo aggiuntivo per il cittadino; le attività lavorative di tipo
professionale, commerciale ecc... sono penalizzate da questa ”tassa”, che si
aggiunge alle tante che già assillano gli abitanti della città. La costruzione
dei parcheggi sotterranei costituisce un costo troppo pesante per la comunità;
pensiamo che si debbano sfruttare le aree in superficie già disponibili e/o
acquisibili, con notevole risparmio sui costi di costruzioni e sulle gestioni. Vanno
abolite le strisce blu all’interno degli ospedali ed in prossimità delle
università. Vanno regolate le aree di sosta a pagamento con le aree di sosta
libere, anche se regolamentate; vanno abolite le figure dei parcheggiatori
abusivi che, di fatto, costituiscono una palese violazione della legge. SERVIZI IDRICI, GAS, TRASPORTI, IGIENEBisogna
anche considerare la cronica carenza di acqua, che soprattutto nei mesi estivi
angoscia i cittadini. E’ il momento di risolvere definitivamente il problema
rimodulando e migliorando la rete idrica urbana ed i servizi connessi;
particolare attenzione deve essere rivolta agli sprechi, e dunque pensiamo che
bisogna, oltre alla soluzione progettuale e di manutenzione, intervenire con
continue e ripetute campagne di educazione e sensibilizzazione. Altro
problema non indifferente è quello dei mezzi pubblici di trasporto. E’ noto
che il numero di mezzi è insufficiente in rapporto alla popolazione residente;
inoltre si tratta di mezzi che per dimensione risultano inadeguati rispetto alla
struttura delle strade e dei percorsi; basti pensare alle strade strette e
tortuose del centro storico e di alcuni quartieri periferici. Il servizio dev'essere
rinnovato, prevedendo la possibilità di impiego di mezzi di ingombro ridotto,
più agili e maneggevoli, che si possano facilmente districare nel dedalo di
viuzze, soprattutto nel centro storico; non bisogna trascurare la comodità ed
il comfort, soprattutto nei mesi estivi quando il caldo rende veramente
inaccessibili i mezzi pubblici di trasporto; è necessario in tutti i mezzi
l’impianto di aria condizionata e di ventilazione. Particolare attenzione va
posta nel sistema di circolazione, che dev’essere preciso e puntuale, e
pertanto bisogna porre in essere uno studio dettagliato ed approfondito dei
flussi migratori: uffici, scuole, pendolarismo ecc…, che va rapportato con i
servizi di trasporto di tipo extraurbano, in modo da ottenere una rete
complessiva sinergica e complementare. Infine,
ma non ultimo, il problema dell’igiene e della pulizia. I servizi di raccolta
dei rifiuti vanno interamente rimodulati, essendo attualmente del tutto
aleatori; tutti i cittadini vedono le condizioni in cui versano le strade, le
piazze, i giardini. Pensiamo di studiare il sistema intervenendo nei nodi
nevralgici che sono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, incrementando dove
occorre, ed ottimizzando l’intero sistema. Vanno fatte ripetute campagne di
educazione e sensibilizzazione nelle scuole, negli uffici, nelle aziende. Una
nota a margine va fatta per i servizi igienici pubblici che sono totalmente
mancanti. La città ha bisogno di strutture igieniche al servizio dei cittadini
residenti e dei turisti. Va
incrementata la campagna di educazione e sensibilizzazione indirizzata ai
proprietari di animali; molte strade e molti spazi a verde sono di fatto
impraticabili a causa degli escrementi; è necessario incrementare i posti di
smaltimento e le attrezzature pertinenti; va effettuato un maggiore e severo
controllo del territorio. IMMIGRAZIONE
I
mercati, le strade, le zone commerciali del centro, ed ora anche della
periferia, sono letteralmente invase dai cinesi; in certi tratti del centro
storico è difficile transitare, anche a piedi, tra un intreccio di bancarelle
ed improvvisati punti vendita.Come è possibile che nessuno cerchi di
intervenire per cercare di risolvere un problema che rende la città simile ad
una zona di sbarco? Per
quanto riguarda il problema dell’immigrazione ci rifacciamo al nostro
programma nazionale che precede questi punti: nello stesso tempo vogliamo anche
localmente operare in modo da mettere in atto iniziative che possano risolvere
questo annoso problema. Pensiamo che un maggior rigore nei controlli e nella
repressione può, di già, far migliorare la situazione. Bisogna poi mettere in
atto un controllo economico e territoriale, per capire in che modo i cittadini
cinesi possono acquistare esercizi, affittare botteghe ed appartamenti; qual è
la provenienza di così ingenti capitali? Come è possibile che vengono
rilasciate licenze in così rilevante numero, mentre possibilmente per identiche
attività intraprese da cittadini catanesi si lamentano lentezze e ritardi?
Pensiamo che bisogna studiare seriamente i problemi esposti in modo da riportare
nei limiti della normalità la situazione socio-economica di quella parte del
territorio. Pensiamo
che bisogna fermamente lottare affinché diminuisca il numero dei clandestini
extracomunitari nel nostro territorio; ci ribelliamo all’assalto che avviene
in corrispondenza di ogni semaforo ed allo sconcio delle bancarelle e dei punti
vendita improvvisati in mezzo ai marciapiedi. MICRO-COMMERCIO
PROBLEMI GENERALICitiamo
di seguito alcuni punti che riteniamo importanti, al pari di quelli suesposti,
senza avere la presunzione di dire che, dall’oggi al domani, ogni cosa sarà
realizzata e/o sistemata, ma con l’assoluta certezza nel potere affermare che
chi ci ha preceduto certamente non si è posto il problema, o se lo ha fatto
comunque non ha risolto nulla, pur avendo governato per un numero considerevole
di anni! 1)
Allagamenti in occasione di le piogge anche non torrenziali, che hanno causato
anche la morte di giovani, sotto Amministrazioni Comunali di diversa e/ o
opposta collocazione politica: qual è l’efficienza del cosiddetto
"Canale di Gronda", la cui realizzazione è costata una barca di
miliardi delle vecchie lire, ed il cui tempo di realizzazione è praticamente
infinito? 2)
Mercati all’aperto con scarsa o addirittura inesistente regolamentazione, con
conseguente invasione di territori non competenti e difficoltà di traffico
urbano ed extraurbano. 3)
Mancanza di coordinamento con le Amministrazioni Comunali dei paesi limitrofi
per quanto riguarda il traffico, i servizi, i trasporti, la viabilità,
l’edilizia scolastica, i mercati ecc.. 4)
Rapporto con il mare. Poca fruibilità delle coste, soprattutto quelle della
scogliera. Insufficiente numero dei posti barca e comunque la poca accessibilità
dal punto di vista economico oltre che strutturale. 5)
Realizzazione di un aeroporto adeguato alle esigenze non solo della città di
Catania, ma anche del suo territorio circostante, in pratica l’area
Metropolitana in particolare, ma più in generale il territorio che ricade nelle
province della Sicilia Centro Orientale. E dire che abbiamo aree idonee ed
attrezzate per potere realizzare quanto voluto. Queste aree sono sotto la
giurisdizione degli Stati Uniti: Sigonella. 6)
Realizzazione dell’Area Metropolitana di Catania. La città con il suo
territorio limitrofo raggiunge circa il milione di abitanti; bisogna dunque
mettere in atto ciò che era stato previsto da recenti leggi riguardo
l’istituzione dell’Area Metropolitana. Questo obiettivo pone il territorio
in termini di sistema complesso, che va studiato nell’insieme dei soggetti
costituenti, in modo da ottimizzare le risorse e favorire il raggiungimento
degli obiettivi comuni coniugando sinergie e specialità; come esempio di
applicazioni pratiche basti pensare allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani
ed a quelli speciali; l’edilizia scolastica intercomunale; la viabilità ed il
traffico; rete idrica e strutture connesse; turismo e spettacolo ecc.. Beh
a questo punto ci fermiamo. Altro ed oltre diremo nei convegni nei comizi, nei
contatti che avremo con la gente. Faremo
una battaglia di verità e di dignità: verità sui problemi e sulla politica,
dignità del cittadino che ha il diritto di vivere la sua esistenza libero da
ricatti morali e materiali; solo così potremo parlare di libertà
dell’individuo; libertà nella verità e nella dignità. Fate
una scelta di campo con voglia di scommettersi, con coraggio, con
determinazione.
LIBERI
DI PENSARE LIBERI
DI AGIRE
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