VERGOGNA SANITA’

NELLE ASL LAVORO E SALARI IN APPALTO; “COSI? SI VIOLANO DIRITTI E BILANCI”

la denuncia di E-Polis e dei sindacati

  di Denise Faticante

UN DIPENDENTE DELLE ASL COSTA ALL’ANNO 20 MILA EURO, UNO “IN AFFITTO” COSTA 21 MILA EURO MA NE RICEVE 8.500. Illecita fornitura di manodopera, contratti senza gara d’appalto, salari da fame a lavoratori dal futuro incerto forniti da ditte esterne e continui trasferimenti di servizi in appalto a ditte private, blocco delle assunzioni, aumento esponenziale del precariato soprattutto quello dipendente da cooperative o società. Questo è lo stato in cui versa la sanità del Lazio, come denuncia la RdB-Cub dopo aver redatto tre libri bianchi (presi in considerazione e fatti propri dalla Corte dei Conti).

La cosiddetta esternalizzazione dei servizi porta da un lato al collasso della sanità pubblica e dall’altro a un enorme spreco di denaro.

Gravissime le differenze di salario tra un “esternalizzato” e un dipendente. Prendiamo ad esempio Telecom, che dal1998 ha un impegno contrattuale con la ASL-romaB per gestire il servizio informatico. Un lavoratore appaltato da Telecom (che in questo caso appartiene alla Cooperativa Begonia) costa all’azienda sanitaria 18 euro l’ora ma ne percepisce solo 6.50!

Se si considera la situazione generale si nota che il personale esterno costa 21.600 euro annui ma ne guadagna effettivamente solo 8.500, un dipendente ASL, invece, porta a casa 20.000 euro.

E’ evidente che la privatizzazione della Sanità sia alla base di una vastissima rete di corruzione in cui le aziende beneficiate incassano il surplus e ne girano poi una parte ai partiti.

 I dipendenti hanno la busta paga più leggera, le strutture sono più fatiscenti , le code per esami vitali  più lunghe, la pulizia meno curata ( sono in aumento vertiginoso le infezioni contratte in ospedale). Ma le casse dei partiti  e le tasche dei politici, come dimostrano le inchieste in corso e le condanne già comminate, sono più che mai piene.

A Roma l’ inchiesta denominata Lady Asl , ha portato già a condanne di politici chiave nella spartizione delle tangenti come Gargano e alla emissione di avvisi di garanzia nei confronti di Francesco Storace e Daniela Fini.

 

Corruzione nella sanità indagato Storace...

Indagato per corruzione. Sacrosanti i finanziamenti per la ricerca medico-scientifica. Ma quei fondi sono stati affidati in barba alle regolari procedure. E' questa l'ipotesi della procura di Roma che ha iscritto al registro degli indagati l'ex ministro della salute Francesco Storace.

Si tratta di uno dei filoni d'indagine dell'inchiesta più vasta sulla sanità avviata mesi fa dalla procura di Bari, in cui è rimasto coinvolto anche l'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto, e trasmessa per competenza nella capitale. Tra i centri di ricerca che avrebbero beneficiato dell'erogazione di finanziamenti c'era l'istituto di Veronesi e quello di don Verzè. L'iscrizione nel registro degli indagati costituisce un atto dovuto ed il fascicolo è stato a sua volta inviato, sempre per competenza, dal procuratore aggiunto Maria Cordova al tribunale dei ministri.

 

La vicenda che riguarda Storace risale all'inizio del 2005, epoca in cui aveva la responsabilità del dicastero della Salute, e riguarda l'emissione di un decreto che prevedeva una serie di fondi per i centri di ricerca. «Un finanziamento mai erogato», ha precisato l'ex ministro, attuale leader del movimento " La Destra " dopo il divorzio da Gianfranco Fini e Alleanza nazionale. «Tra l'altro - ha aggiunto Storace - firmai il decreto dopo aver strappato nella trattativa per la finanziaria 2006 ben 100 milioni di euro per la ricerca oncologica, con tanto di plauso. Il decreto fu pubblicato a marzo inoltrato quando non ero più ministro. Poi le Regioni ricorsero alla Corte Costituzionale per non essere state coinvolte nella vicenda e fu dato loro ragione. Il decreto fu revocato dal ministro Livia Turco».

Storace, difeso dall'avvocato Giosuè Bruno Naso, si è detto tranquillo e certo che la vicenda si risolverà nel giro di poco tempo non appena l'apposito collegio competente per i reati ministeriali avrà esaminato l'incartamento.

 

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