ZONE
GRIGIE
Mafia,
colletti bianchi e grembiulini!
A
margine di quanto diffuso dalla stampa sulle ipotesi accusatorie e le risultanze
dei primi interrogatori riguardanti lo sporco intreccio Mafia - politica che
vede coinvolto, tra gli altri, l'ex vice presidente della Regione siciliana
Bartolo Pellegrino, emergono in modo eclatante le dichiarazioni rilasciate dal
Procuratore aggiunto di Palermo Roberto Scarpinato. Ciò che afferma il suddetto
magistrato, nell'ambito di un vero e proprio sfogo registrato dai mezzi di
comunicazione, assume a nostro parere, a prescindere dagli esiti finali, una
rilevanza su cui non è possibile tacere. Certo non si tratta di novità
assolute, chiunque sia impegnato in Sicilia nell'agone politico, con la
necessaria buona fede e l'interesse che dovrebbero caratterizzare ogni battaglia
al servizio del bene comune, conosce
la Storia
dell'isola e le forti ambiguità che la contraddistinguono. Conosce bene le
condizioni di sottosviluppo e la mancanza di prospettive che questa terra si
porta dietro già a partire dall'epoca post - unitaria, nota le contraddizioni,
solo apparentemente tali, di un'economia che non decolla come nel caso di
province, e Trapani è fra queste, relegate agli ultimi posti delle graduatorie
sul reddito ma fornite del più alto numero di sportelli bancari e di
finanziarie. Ma le parole dell'illustre magistrato, proprio perché pronunciate
da un' autorevole posizione, meritano di essere rilanciate vigorosamente: "
Nel sistema di potere il boss mafioso è solo una piccola parte del sistema che
si regge grazie al coinvolgimento di una parte della borghesia, di una parte
della politica, di una parte dello Stato. Di coloro che hanno fatto le nostre
stesse scuole e frequentano i nostri stessi salotti". E ancora: "
Certo se
la Mafia
fosse costituita soltanto da personaggi come Riina e Provenzano, lo Stato se ne
sarebbe liberato già da molti decenni ". "Colletti bianchi",
medici, pubblici funzionari, professionisti, amministratori comunali,
provinciali, regionali....Personaggi rispettabili che frequentano gli ambienti
"giusti", che sono iscritti ai circoli che contano, alle logge
massoniche. Gli stessi ambienti e gli stessi intrecci su cui indagava il
compianto Beppe Alfano nel messinese o il giudice Palermo, proprio nella
provincia di Trapani; logge massoniche la cui appartenenza è stata di recente
condannata dal Vescovo di Trapani in un'infuocata omelia d'altri tempi in cui
l'illustre prelato ha ribadito che chi è massone è fuori dalla Chiesa, non
potendosi servire nello stesso tempo Dio e mammona,
la Chiesa
e l'anti Chiesa, lo Stato e l'anti Stato. Zone grigie...Per alcuni, e noi fra
questi, fin troppo chiare!
Vicende che conquistano le prime pagine solo in presenza di arresti
"eccellenti" e avvisi di garanzia indirizzati a candidati alla carica
di sindaco come Buscaino, della Margherita, a Trapani; inchieste, anche
giornalistiche, come quelle che svolgeva Mauro De Mauro, di cui vorremmo leggere
tutti i giorni sui giornali locali che invece negli ultimi tempi, come è
avvenuto ad Alcamo, si sono interessati con clamore di qualche scritta sui muri
solo perché recava la firma, secondo loro "impresentabile", di Forza
Nuova. Cronache di un sistema di potere nato con lo sbarco mafioso - americano
che, dopo aver indossato i panni dei partiti della cosiddetta Prima repubblica,
indossa oggi agevolmente tutte le casacche e ne disegna di nuove utilizzando
come ultima trovata quella della famigerata "autonomia", in una
regione autonoma e a statuto speciale già fra le più autonome d'Italia.
Forza
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